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lunedì 19 novembre 2018

 
Dialisi, nuovi modelli e responsabilità per gli infermieri

La presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli, al 22° NephroCare Annual Meeting: "I tempi sono maturi per avviare progetti di emodialisi domiciliare assistita".  
Al 22° NephroCare Annual Meeting, domenica scorsa a Napoli, la presidente della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Barbara Mangiacavalli, ha ribadito la necessità di puntare su ricerca e modelli innovativi in materia di trattamento dialitico, responsabilità sanitaria e appropriatezza prescrittiva.

Nel corso di un confronto con società scientifiche, ordini professionali e associazioni di pazienti, Mangiacavalli ha spiegato che “i tempi sono maturi per avviare progetti di emodialisi domiciliare assistita in modo uniforme in tutte le regioni, progetti che vedano l’infermiere protagonista come del resto lo è già: dalla preparazione dell’apparecchiatura, alla gestione delle complicanze tecniche fino alla conclusione del trattamento, passando per il monitoraggio dei parametri clinici e la cura della sfera relazionale, fino alla prevenzione e gestione delle complicanze”. Anzi, per la Fnopi è fondamentale investire di più anche sulla sfera della pre-dialisi e della corretta alimentazione per chi soffre di insufficienza renale: progetti pilota in Lombardia stanno già dimostrando che si può ritardare anche di un anno l’inizio della dialisi vera e propria seguendo adeguate diete e corretti stili di vita sotto lo stretto monitoraggio di personale sanitario esperto e adeguatamente formato.