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venerdì 30 novembre 2018

 
Le 7 cose da sapere sulla rosolia



Dott.ssa Annalisa Grandin

UOC Pediatria Generale e Malattie Infettive, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS
Che cosa è la rosolia?
La rosolia è una malattia infettiva virale molto contagiosa, spesso non si presenta con segni clinici evidenti e con una sintomatologia ben definita, per cui le infezioni possono passare del tutto inosservate.
La malattia è particolarmente rischiosa, invece, quando viene contratta durante la gravidanza. Il virus, infatti, passa attraverso la placenta e può infettare l'embrione o il feto, generando aborto spontaneo, morte intrauterina e gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita).  Il rischio di malformazioni fetali gravi è massimo quando la rosolia viene contratta nel primo trimestre di gravidanza, mentre le infezioni contratte dopo la ventesima settimana raramente provocano malformazioni congenite

EMA adotta una nuova indicazione per Blinatumomab
 Dopo la procedura di riesame, l'EMA adotta una nuova indicazione negli adulti con ALL-precursore B in prima o seconda remissione completa con malattia residua minima

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Avviso di consultazione pubblica sulle LG per la diagnosi e il trattamento del disturbo dello spettro autistico nei bambini/adolescenti e negli adulti

La Legge n. 134 (18 agosto del 2015) “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie” e il decreto ministeriale del 30.12.2016 attribuiscono all’Istituto Superiore di Sanità il compito di elaborare le Linee Guida sulla diagnosi e trattamento dei disturbi dello spettro autistico in tutte le età della vita sulla base dell’evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche e terapeutiche derivanti dalla letteratura scientifica e dalle buone pratiche nazionali e internazionali.
Al fine di garantire il più ampio coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti interessati, con il presente avviso si dà avvio alla procedura di consultazione pubblica con l’obiettivo di acquisire eventuali commenti e osservazioni sui quesiti clinici proposti dal panel di esperti delle suddette Linee Guida, in conformità a quanto previsto dal Manuale metodologico per la produzione delle linee guida dell’ISS.
Dal 10 dicembre 2018 al 7 gennaio 2019 gli stakeholder registrati sulla piattaforma SNLG (https://piattaformasnlg.iss.it) potranno partecipare alla consultazione pubblica utilizzando il modulo predisposto per la raccolta dei contributi e dei commenti sui quesiti clinici.
Per registrarsi in piattaforma è necessario inviare la propria Espressione di Interesse tramite email all’indirizzo cts_lgautismo@iss.it entro e non oltre la mezzanotte di domenica 9 dicembre. Non si prenderanno in considerazione le richieste inviate successivamente a tale data. Nell’email è necessario:
  • indicare nome, cognome, indirizzo email della persona che rappresenterà l’organizzazione o associazione e che sarà abilitata all’accesso alla piattaforma;
  • dichiarare qualsiasi tipo di legame, diretto o indiretto, della propria organizzazione o associazione con l’industria.
La consultazione degli stakeholder va a integrare il contributo dei membri laici che partecipano al processo in qualità di membri del Panel di esperti. Si ricorda che, a differenza di questi ultimi, gli stakeholder rappresentano gli interessi e i punti di vista specifici e comuni alla propria categoria/gruppo di appartenenza. Non possono, quindi, partecipare alla consultazione persone fisiche ma solo presidenti/direttori generali/segretari generali o scientifici/rappresentanti legali di:
  • società scientifiche
  • associazioni e rappresentanti di cittadini, pazienti e familiari/caregiver
  • industria
  • istituzioni pubbliche nazionali e regionali
  • università
  • istituti di ricerca pubblici e privati.
Si invitano, pertanto, le organizzazioni di stakeholder registrati a raccogliere i contributi dei propri soci/membri/persone rappresentate e inviarli attraverso la piattaforma SNLG in un’unica sessione di lavoro. Si precisa che non si accetteranno:
  • più di un set di commenti per ciascuna organizzazione di stakeholder registrato
  • commenti inviati tramite modalità diverse dalla piattaforma
  • commenti che contengano allegati come articoli scientifici, lettere od opuscoli.
Non si accetterà, infine, alcun commento pervenuto dopo la deadline stabilita per la fine della consultazione.
Scadenza per l’invio delle Espressioni di Interesse: 9 dicembre 2018
Data di inizio consultazione: 10 dicembre 2018
Data fine consultazione: 7 gennaio 2019


La malattia mani-piedi-bocca è una malattia infettiva causata da virus intestinali molto contagiosi appartenenti al genere enterovirus (della famiglia dei picornaviridae). I ceppi più comuni che la causano sono il coxsackievirus A16 e l’enterovirus 71.
La malattia mani-piedi-bocca fa parte delle cosiddette malattie esantematiche, ossia malattie che provocano la comparsa di macchie diffuse, o di altre lesioni, sulla pelle (esantemi).
Colpisce soprattutto i bambini sotto i 10 anni di età ma l'infezione può essere trasmessa anche ad adolescenti e adulti. Essi, tuttavia, tendono a manifestare forme più lievi.
È altamente contagiosa e si diffonde per via aerea, attraverso tosse e starnuti, tramite il contatto diretto con muco, saliva o feci di una persona infetta o attraverso il contatto con superfici contaminate da tali materiali biologici.
È caratterizzata da febbre lieve o assente e dalla comparsa di piccole vescicole sulle mani, sui piedi e sulla bocca e, occasionalmente, anche sui glutei e sui genitali. A volte, le vescicole si trasformano in piccole ulcere.
La malattia può essere fastidiosa ma tende a guarire spontaneamente in 7-10 giorni. Non esiste una cura specifica, ma è importante bere molta acqua per evitare il rischio di disidratazione. In caso di febbre e dolore provocato dalle ulcere della pelle, si possono utilizzare cure per alleviarli.
Di solito il bambino è curato a casa. Il rischio di infezione può essere ridotto adottando buone pratiche di igiene, come lavarsi le mani spesso e accuratamente.

 
OMS: una casa di buona qualità è fondamentale per la salute

Il luogo dove si vive ha un forte impatto importante sulla nostra salute. Se le condizioni e la qualità sono scarse, possono insorgere malattie respiratorie come l’asma, patologie cardiovascolari, lesioni, malattie mentali e infettive, come tubercolosi, influenza e diarrea. E’ quanto sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha pubblicato le Linee Guida per ridurre i rischi di salute legati alle abitazioni. Migliorando le condizioni abitative, sottolinea l’OMS, si possono salvare vite, prevenire malattie, ridurre la povertà e aiutare a mitigare l’impatto del cambiamento climatico. Interventi ancora più importanti se si considera che la popolazione nelle città è destinata a raddoppiare entro il 2050, in particolare gli anziani, che trascorrono più tempo a casa. Le raccomandazioni contenute nel documento spiegano come agire su spazi inadeguati e affollati, temperature interne troppo basse o alte, i pericoli di lesione e l’accessibilità alle persone con disabilità
 
Al via Adhere, progetto triennale su ruolo del farmacista nell’adesione alle terapie
 
Presentato a Firenze, nel corso del Forum Risk Management in Sanità il progetto Adhere, studio multicentrico triennale “inteso a valutare – secondo Andrea Mandelli, presidente Fofi “in modo scientifico il ruolo del farmacista nel miglioramento dell’aderenza terapeutica, puntando su tre leve: professionalità, capillarità sul territorio e frequente contatto con i pazienti".
L’obiettivo è contribuire ad abbattere i costi della mancata aderenza alle terapie che ammontano nel nostro Paese a circa 11 miliardi di euro all’anno.
Il progetto, ideato da Enrico Desideri, direttore della Azienda Usl Toscana sud est, è realizzato da Fofi, Federfarma, e Assofarm nazionale con il supporto della Fondazione ReS di Nello Martini.
“Per il futuro, la vera sfida della Sanità è la cronicità: in Italia i malati cronici sono 24 milioni e ‘assorbono’ oltre l’80% delle risorse economiche”, dice Enrico Desideri, direttore scientifico del progetto e direttore generale della Asl Toscana sud est. “Abbiamo scelto due patologie ad alto rischio di complicazioni, cioè lo scompenso cardiaco e la Bpco. L’obiettivo è dimostrare che, attraverso il modello delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, che hanno nel farmacista di comunità uno dei protagonisti, aumentiamo rispettivamente del 25% e del 35% la copertura terapeutica”.
Così Nello Martini: "Gli 11 miliardi l’anno si possono spiegare, per esempio, con il fatto che solo il 55,1% degli ipertesi assume il trattamento antipertensivo con continuità. Recenti studi osservazionali dimostrano inoltre che quasi il 50% dei pazienti in trattamento con antidepressivi sospende la cura nei primi tre mesi di terapia ed oltre il 70% nei primi 6 mesi.
 
Intervista alla dottoressa Anita MacDonald, dietista consulente in disordini metabolici ereditari presso il Birmingham Children's Hospital e professore onorario in Dietetica presso la Plymouth University, nel Regno Unito
La fenilchetonuria (PKU) è una malattia metabolica ereditaria legata al metabolismo della fenilalanina, un aminoacido essenziale presente nella maggior parte degli alimenti contenenti proteine. In Europa, la prevalenza media della patologia è di circa 1 caso ogni 10.000 neonati, con tassi più o meno elevati a seconda del Paese (incidenza elevata in Turchia e più bassa in Finlandia). “I pazienti affetti da PKU seguono una dieta a basso contenuto proteico”, spiega la dottoressa Anita MacDonald, dietista consulente in disordini metabolici ereditari presso il Birmingham Children's Hospital e professore onorario in dietetica presso la Plymouth University, nel Regno Unito, nonché membro dell’organizzazione e del comitato scientifico della Conferenza Internazionale ES PKU 2018, svoltasi a Mestre (Venezia) dall’1 al 4 novembre 2018.

Fino al 2 dicembre, sul sito di “1Caffè Onlus” è possibile sostenere il progetto “La speranza di un farmaco”
Dal 26 novembre al 2 dicembre 2018, l’associazione “1Caffè Onlus”, di cui fa parte Luca Argentero, promuove il progetto di ricerca “La speranza di un farmaco”, avviato da A.I.S.EA Onlus (Associazione Italiana Sindrome di Emiplegia Alternante) per individuare una cura efficace per l’emiplegia alternante (EA), una malattia neurologica molto rara che esordisce nell’infanzia con effetti devastanti sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. La fase preliminare del progetto, realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, con “La Sapienza” Università di Roma e con l’azienda farmaceutica Dompé, ha raggiunto lo stadio dei primi test farmacologici, ma servono nuove risorse per proseguire gli studi e dare una possibilità di cura ai malati di EA.

giovedì 29 novembre 2018

"I vaccini funzionano e rendono più forti": brochure FIMMG a disposizione dei mmg
Maio: strumento utile per informare i pazienti anziani

“Abbiamo pensato di mettere a disposizione dei medici di medicina generale uno strumento a supporto dell’attività di counselling vaccinale nel periodo di più intenso lavoro di una campagna di vaccinazione antinfluenzale che sta presentando per noi medici notevoli difficoltà organizzative in alcune Regioni a causa della tardiva e carente distribuzione dei vaccini” dichiara Tommasa Maio responsabile della Rete Vaccini FIMMG

Caso umano di rabbia in UK
 
Un uomo di nazionalità inglese, residente nel Regno Unito, è morto dopo aver contratto la malattia della rabbia mentre era in visita in Marocco.
Il portavoce della sanità pubblica inglese ha informato che l'uomo si è infettato dopo essere stato morso da un gatto. Il portavoce ha anche rassicurato che gli operatori sanitari e coloro che erano stati in stretto contatto con il defunto erano sotto osservazioni e se ritenuto necessario vaccinati. Inoltre, ha garantito che non c’era alcun rischio di diffusione della malattia considerando che la rabbia nel Regno Unito non circola in animali domestici e selvatici, anche se alcune specie di pipistrelli sono il serbatoio di un virus simile alla rabbia. 
Questo evento rappresenta un’allerta per le persone che viaggiano verso i paesi infetti dalla malattia della rabbia ricordando loro di evitare il contatto con cani, gatti e altri animali, dove possibile; inoltre è un invito ai viaggiatori ad informarsi accuratamente presso le strutture sanitarie sulla necessità di un vaccino antirabbica prima di intraprendere un viaggio

 
Dispositivi ICD e CRT-D: perché è importante la longevità?

La popolazione di pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa è variata nel tempo passando da una preponderanza di soggetti indicazione secondaria a una forte maggioranza di impianti profilattici. Ciò comporta che, rispetto al passato, al momento del primo impianto il paziente ha una buona aspettativa di vita e conseguentemente affronta un numero maggiore di interventi per sostituzione elettiva del dispositivo

 
Valori di riferimento per la dieta: lancio di una nuova pagina interattiva

L'EFSA ha lanciato uno strumento interattivo che permette a nutrizionisti e altri professionisti della salute di eseguire facilmente rapidi calcoli utilizzando i valori di riferimento per la dieta stabiliti dall'EFSA.
Lo strumento, chiamato DRV Finder, esegue ricerche per “fasce di popolazione” o per “nutriente”, consentendo agli utenti di estrarre e associare tra loro le esatte informazioni di cui hanno bisogno dai 32 pareri sui LARN che l'EFSA ha pubblicato negli ultimi anni.
I pareri contengono LARN per: acqua, grassi, carboidrati e fibre alimentari, proteine, energia nonché 14 vitamine e 13 minerali.
Agnès de Sesmaisons Lecarré, dell’Unità di nutrizione umana dell'EFSA, ha dichiarato: “Gli operatori sanitari e le autorità preposte usano i LARN per aiutare i consumatori a scegliere gli alimenti più salutari. Ci auguriamo che il nostro DRV Finder sia uno strumento utile per quest’importante attività”.

 
Mal di schiena: un male nazionale 

I colpevoli del mal di schiena e dei tanti fastidi all'apparato muscolo-scheletrico? Gli italiani mettono sul banco degli imputati il lavoro (43%), i fattori climatici (28,5%), l’età (23,8%) e la sedentarietà (22,7%).
Se poi si aggiungono i chili di troppo, i pesi da portare, le pulizie di casa e le scarpe scomode si comprende facilmente come il  76% dichiari di aver sofferto di un qualche fastidio articolare o muscolare negli ultimi sei mesi.
Questo è quanto emerso da una indagine  condotta da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione di Federchimica) finalizzata proprio ad indagare come gli italiani gestiscono quelli che sono comunemente chiamati disturbi posturali.

Tra essi, il mal di schiena emerge come il male principale: affligge il 50,9% degli intervistati, oltre un italiano su due.
È un disturbo trasversale a tutte le età con una leggera prevalenza nelle donne. Seguono il collo al 32% (in stretta relazione con la schiena), le gambe (23%), le spalle (20%) e le braccia (15,2%). Mentre i dolori alle articolazioni cominciano a farsi sentire dopo i 55 anni, i dolori al collo sono tipici delle fasce centrali d’età, vessate dal lavoro alla scrivania. 

Lunga vita agli italiani

Gli italiani sono uno tra i popoli più longevi al mondo. L'aspettativa di vita alla nascita in Italia è la seconda più alta di tutti i Paesi dell'Unione Europea e i due terzi della popolazione godono di buona salute. Stando ai dati diffusi dall'Oms, l'Italia è inoltre tra le migliori nazioni in Europa nel limitare i danni alla popolazione adulta causati da fumo, alcol e obesità. Secondo l'Istat, i centenari nel Belpaese sono 15.500 (0,26% dell'intera popolazione) e quella sarda è una delle famiglie genetiche più longeve al mondo, con tanto di certificazione ufficiale del Guinness World Record. Un quadro in linea con i dati pubblicati dalla agenzia Bloomberg che valuta lo stato di salute delle popolazioni e che su 163 Paesi, ci vede al primo posto.

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Melanoma: -45% di casi fra gli uomini nel sud Italia

Nel 2018 si stima che in Italia saranno diagnosticati 13.700 nuovi casi di melanoma particolarmente aggressivo in fase avanzata, con un’incidenza raddoppiata in poco più di dieci anni (erano circa 7.000 nel 2007). E le nuove diagnosi riscontrate nel Mezzogiorno rispetto al Settentrione sono il 45% in meno tra gli uomini e il 42% in meno tra le donne. Uno dei motivi principali di questa netta differenza è da ricercare nei fototipi più elevati (cioè nella maggiore capacità della pelle di reagire all’esposizione solare), molto diffusi al Sud e in grado di svolgere un ruolo protettivo. Oggi sono disponibili armi efficaci per controllare la malattia anche nella fase avanzata, come l’immunoterapia. Un approccio a cui la Fondazione Melanoma dedica il convegno internazionale Immunotherapy Bridge che si apre oggi a Napoli con la partecipazione di più di 200 esperti. “L’immunoterapia, che potenzia il sistema immunitario per combattere il tumore, ha dimostrato di essere un’arma efficace innanzitutto contro il melanoma e ha evidenziato risultati significativi anche in tumori frequenti come quelli del polmone, seno, rene, vescica e colon-retto – spiega il prof. Paolo Ascierto, Presidente della Fondazione Melanoma e Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto ‘Pascale’ di Napoli

 
Influenza, offerta vaccino a donatori attiva in tutte le regioni

L’offerta della vaccinazione antinfluenzale gratuita per i donatori di sangue è stata attivata da tutte le regioni e viene erogata con diverse modalità; alcune hanno scelto i medici di base mentre in altre il vaccino si somministra direttamente nei servizi trasfusionali. Lo afferma una survey condotta dal Centro Nazionale Sangue attraverso le Strutture Regionali di Coordinamento per le attività trasfusionali (Src).
Secondo le risposte ottenute dal Cns in tutte le regioni e le province autonome i donatori di sangue possono vaccinarsi gratuitamente come previsto dalla circolare ministeriale emanata lo scorso maggio, che ha aggiunto questa categoria a quelle ‘classiche’ come donne in gravidanza, anziani e malati cronici. La principale modalità di erogazione è risultata il medico di base (scelta da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Umbria, Marche, Sardegna,  Sicilia, Calabria, Lazio, Molise, Abruzzo, Toscana, Campania), insieme agli ambulatori vaccinali delle Asl (modalità prevista da Veneto, Val d’Aosta, Basilicata, province di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria, Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo e Campania). In Val d’Aosta, Emilia Romagna e Liguria è possibile vaccinarsi anche direttamente nei servizi trasfusionali. In tutte le Regioni è necessario presentare un documento che attesti l’iscrizione ad una associazione di donatori o un certificato di avvenuta donazione per accedere al servizio. Dopo la somministrazione del vaccino i donatori dovranno attendere 48 ore prima di poter effettuare una donazione.

L’intervista al prof. Antonino Tuttolomondo
Tra la malattia di Fabry e alcuni eventi neurologici esiste un legame noto fin dalla descrizione clinica classica di questa patologia rara, nella quale è sottolineato come essa presenti manifestazioni neurologiche, a carico del sistema nervoso periferico e della trasmissione del dolore, identificabili come acroparestesie (attacchi di formicolio anche doloroso, continuo o parossistico, localizzato presso le estremità degli arti, quindi le mani, i piedi e i polpastrelli delle dita).
Da 10-20 anni, tuttavia, si discute sulla possibilità che la malattia di Fabry presenti anche ulteriori manifestazioni neurologiche, come, ad esempio, accidenti cerebrovascolari, alterazioni della sostanza bianca e problematiche legate al sistema nervoso centrale

mercoledì 28 novembre 2018

Il paratormone (PTH) è un ormone di natura proteica prodotto dalle paratiroidi, quattro piccole ghiandole che circondano la tiroide. La sua funzione è quella di regolare i livelli di calcio e fosforo nel sangue attraverso un'azione diretta su ossa e reni e indiretta sull'intestino.
Il ruolo del PTH è strettamente legato al metabolismo del calcio, minerale importante non solo per la salute delle ossa ma anche per la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare, la secrezione ormonale e molte reazioni chimiche ed enzimatiche che avvengono nell'organismo.
I livelli del calcio nel sangue (calcemia) sono regolati da paratormone, vitamina D e calcitonina.
L'abbassamento della quantità di calcio nel sangue stimola la secrezione del PTH, ormone che determina l’innalzamento del livello di calcio (ipercalcemizzante). Il PTH agisce su specifiche cellule di ossa, rene ed intestino. Nelle ossa, attiva gli osteoclasti che causano la demineralizzazione dell'osso favorendo il rilascio di calcio e fosforo. Nei reni, stimola il riassorbimento del calcio e l'escrezione del fosforo aumentando la quota di calcio libero dai fosfati nel sangue. Nell'intestino, agisce indirettamente perché attivando il precursore della vitamina D stimola l’assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti da parte della muscosa intestinale.
La calcitonina, al contrario, determina una diminuzione del livello di calcio (effetto ipocalcemizzante). Viene prodotta dalle cellule cosiddette parafollicolari della tiroide, aumenta l'escrezione renale di fosforo e stimola il riassorbimento del calcio, favorendone la deposizione nelle ossa. Com'è logico aspettarsi, la secrezione di calcitonina aumenta quando i livelli di calcio nel sangue sono troppo alti (ipercalcemia), e viceversa.

La FDA approva il Larotrectinib per i tumori solidi con le fusioni del gene NTRK
 
È una seconda approvazione FDA indipendente dal tessuto per il trattamento del cancro


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1° dicembre 2018 - Trentesima Giornata mondiale contro l’Aids: “Hiv, conosci il tuo stato”

Nella Giornata mondiale della lotta all’Aids, il ministro della Salute, Giulia Grillo e il sindaco di Roma, Virginia Raggi accenderanno le luci della lotta all’Aids sulla Piramide Cestia, uno dei monumenti più rappresentativi della Capitale.
La Piramide sarà illuminata di rosso, colore simbolo della lotta all’Aids, e sarà proiettato un messaggio di sensibilizzazione.
Sabato 1° dicembre, il telefono verde Aids e IST dell’Istituto superiore di sanità
(800 861 061) sarà attivo dalle 10 alle 18. Sarà inoltre fruibile il contatto Skype “uniticontrolaids” e l’indirizzo mail dedicato esclusivamente alle persone sorde tvalis@iss.it. Tutte le informazioni sono sul sito www.uniticontrolaids.it e sul sito del ministero www.salute.gov.it.

“Live life positively – know your Hiv status” è lo slogan che UNAIDS ha scelto  per celebrare il 1° dicembre in tutto il mondo il 30° anniversario della Giornata mondiale contro l’Aids.
In italiano “Hiv, conosci il tuo stato” è l’invito per tutti i cittadini a sottoporsi al test Hiv. Un esame veloce, gratuito e anonimo, che consente, in caso di sieropositività, di accedere a cure tempestive, con una maggiore possibilità di successo dei trattamenti farmacologici.
I nuovi dati del Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto superiore di sanità evidenziano una sostanziale stabilità del numero delle nuove diagnosi Hiv negli ultimi tre anni, così come appare stabile la percentuale dei late presenter, vale a dire di coloro che scoprono di essere Hiv-positivi in fase avanzata di infezione. Attualmente, in Italia, sono tra le 125mila e le 130mila le persone che convivono con l’Hiv, e sono prevalentemente di sesso maschile. Restano tuttavia tra le 12mila e le 18mila persone sieropositive che non hanno ancora una diagnosi perché non hanno mai fatto il test,  nonostante almeno un terzo (circa 6mila) di loro abbia una situazione immunitaria compromessa.
Nel 2017, sono state riportate 3.443 nuove diagnosi di infezione da Hiv che significano 5,7 nuovi casi ogni 100mila residenti. L’incidenza italiana è simile alla media osservata tra i Paesi dell’Unione Europea (5,8 nuovi casi per 100mila) e dal 2015 l’andamento risulta pressoché stabile.
Il trend è chiaro: l’incidenza maggiore di infezione da Hiv è nella fascia di età 25-29 anni. La principale modalità di trasmissione resta quella dei rapporti sessuali non protetti. La maggior parte delle nuove diagnosi di Hiv riguarda le persone di sesso maschile che ha rapporti non protetti con persone dello stesso sesso (MSM).
Dal 2012 al 2017, è in costante diminuzione il numero di nuove diagnosi di infezione da Hiv che ha riguardato cittadini italiani, il dato resta invece sostanzialmente invariato nelle persone straniere.
I decessi per Aids sono stabili,  ma resta alta la percentuale delle persone che scopre di essere Hiv-positiva solo pochi mesi prima di ricevere la diagnosi di Aids.
Il ministero della Salute, in linea con quanto comunicato dall’UNAIDS, d’intesa con le maggiori associazioni di pazienti e volontari avvierà, nei prossimi mesi, una campagna di comunicazione volta a sensibilizzare la popolazione sulle misure di prevenzione e sulla conoscenza del proprio stato di salute rispetto all’Hiv.
Gli ultimi dati sulle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2017, sono pubblicati sul Notiziario Istisan volume 31 - n. 9 supplemento 1 - 2018 redatto con il contributo dei componenti del Advisory Board sulla Sorveglianza delle infezioni da Hiv/Aids del Comitato Tecnico Sanitario del ministero della Salute.

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Corte Giustizia europea: sì a rimborsabilità per usi off-label di farmaci
 
Sì alla rimborsabilità di farmaci off-label. Questa la sentenza con cui lo scorso 21 novembre la Corte di Giustizia ha messo la parola fine al lungo contenzioso europeo apertosi dopo la decisione dell’Antitrust di multare, nel 2014, Novartis e Roche con una sanzione di oltre 180 milioni di Euro per pratiche concordate contrarie al diritto della concorrenza in merito alla faccenda Avastin-Lucentis legata alla cura della degenerazione maculare retinica. I giudici di Lussemburgo hanno dapprima ammesso, nel gennaio di quest’anno, la legittimità della prescrivibilità off-label e ora ne hanno ammesso anche la rimborsabilità.

Esami di primo livello eseguiti nelle filiali Bnl, Federfarma vuole vederci chiaro

Federfarma fa sapere di voler approfondire la notizia secondo la quale la banca Bnl si appresterebbe a lanciare un nuovo servizio riguardante la possibilità di eseguire esami diagnostici con la modalità dell’autoanalisi, presso alcune filiali della propria rete.  A quanto emerso fino ad oggi, gli esami che i clienti potrebbero eseguire, presso le filiali che attiveranno tale possibilità, sono alcune prestazioni di primo livello come la misurazione della pressione o l’elettrocardiogramma a distanza (ossia in telemedicina), eseguite in assenza di personale sanitario ma seguendo unicamente le indicazioni di una app da parte dei cittadini interessati.
 
 
ALIMENTI PER CELIACI, APPROVATO L’ACCORDO PER LA DISTRIBUZIONE PIU’ ECONOMICA E INFORMATIZZATA

Da oggi sarà più facile ed economico acquistare i prodotti specificatamente formulati per celiaci grazie allo sconto dovuto al Servizio Sanitario Regionale che è stato trasferito direttamente agli assistiti e al procedimento che verrà informatizzato. Lo prevede lo schema di accordo, approvato oggi dalla Giunta riunita nella consueta seduta settimanale, tra la Regione Marche, Federfarma Marche e Confservizi Assofarm Marche per l’assistenza integrativa regionale sugli alimenti a fini medici speciali per i nefropatici cronici, senza glutine per i celiaci e formule per lattanti. Il nuovo accordo prevede di trasferire all’assistito lo sconto del 7%, pertanto le farmacie si impegnano a promuovere l’applicazione di tale riduzione a favore dei clienti. Le parti riconoscono un ruolo centrale alle farmacie convenzionate nella dispensazione dei farmaci e nell’erogazione agli assistiti di servizi per migliorare l’efficacia e la qualità del servizio sanitario regionale, esse infatti sono in grado di garantire la capillarità del servizio farmaceutico ai cittadini e l’omogeneità dell’assistenza su tutto il territorio regionale. La fornitura degli alimenti a fini medici speciali, senza glutine e per lattanti, viene consentita anche agli esercizi commerciali che effettuano attività di vendita al pubblico di tali prodotti. Lo stesso provvedimento prevede di informatizzare, da parte dell’Asur, l’intero ciclo di gestione (prescrizione, erogazione, consuntivazione, rendicontazione e controllo). “Per la prima volta risolta una questione fondamentale per noi – dichiara la Presidente dell’AIC Romina Giommarini - abbiamo lavorato insieme alla Regione per un obiettivo fondamentale che va incontro alle esigenze di tante famiglie”. “AIC Marche si ritiene soddisfatta della disposizione a favore dei pazienti celiaci inserita nella delibera della Regione
 
 
In Italia 530 mila infezioni ospedaliere ogni anno, primato in Ue

Italia ‘maglia nera’ in Europa per le infezioni ospedaliere, con 530 mila casi all’anno. Un problema non immediatamente visibile ma molto concreto e purtroppo in peggioramento, come rivelano i dati riportati dal Centro Europeo malattie infettive (Ecdc): ogni anno sono circa 33 mila in Ue le persone che muoiono per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, la maggior parte contratte in ospedale, di cui circa un terzo solo nel nostro Paese. Ma quello che emerge in maniera altrettanto evidente dallo studio dell’Ecdc è che oggi in Italia la probabilità di contrarre infezioni durante un ricovero è del 6%; i decessi ogni anno sono 7.800, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali
 
Roma – L’avvento dei test genetici permette di prevedere, diagnosticare precocemente e trattare al meglio molte forme di tumore. Una di queste è il tumore ovarico che presenta le mutazioni dei geni BRCA, di cui si sono occupati i giornali di tutto il mondo in seguito alle vicende dell’attrice Angelina Jolie che, dopo aver scoperto di essere portatrice della mutazione, ha scelto di sottoporsi a chirurgia preventiva. Ma nonostante il risalto internazionale, l’informazione su questi temi è ancora carente, come lo è il ricorso ai test genetici che permettono oggi di identificare persone, o intere famiglie, ad elevato rischio di cancro e consentono di intervenire preventivamente o con terapie innovative mirate ai pazienti che presentano i geni mutati.

La fibrosi cistica è una malattia in continua evoluzione che, anche grazie a terapie sempre più mirate, sta cambiando volto. La maggior parte dei pazienti oggi raggiunge l’età adulta, in condizioni di salute migliori rispetto al passato e con la giustificata ambizione di una vita da vivere a pieno. Di fronte a queste conquiste, quali prospettive di vita e di cura si aprono per chi nasce e cresce con questa patologia? Le risposte al Forum italiano sulla fibrosi cistica, il principale appuntamento con l’informazione e l’aggiornamento sulla malattia, che si è svolto a Rimini dal 23 al 25 novembre 2018.

La possibilità dello screening per i pazienti con malattia lisosomiale ha cambiato, in particolare, la storia della malattia di Fabry e la sua epidemiologia, a cominciare dalla percezione della sua frequenza: grazie ai risultati degli screening, che in questi 15 anni sono stati eseguiti in diverse popolazioni rischio, è stato messo in evidenza come questa patologia fosse meno rara di quanto si pensasse.
Di questo tema abbiamo parlato con il prof. Antonio Pisani, della U.O. di Nefrologia, Dipartimento di Sanità Pubblica, Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, in occasione del corso annuale "Time2Fabry, la Fabryca dell'esperienza", promosso da Shire e svoltosi il 16 e 17 novembre 2018 a Milano.

Gli esiti di nuovo studio, condotto anche in Italia, evidenziano questa possibilità.
Il prof. Alberto Burlina (Padova): “Il messaggio più importante è che questi pazienti vanno sempre seguiti”
Esistono alcune malattie metaboliche rare che, per nostra fortuna, possono essere diagnosticate precocemente e prevedono una terapia che le rende curabili ma che, tuttavia, non devono essere sottovalutate e vanno tenute sempre sotto strettissima sorveglianza. Un valido esempio è costituito dal deficit di glutaril-CoA deidrogenasi (GDD), o aciduria glutarica di tipo 1, una patologia neuro-metabolica, a trasmissione autosomica recessiva, clinicamente contrassegnata dalla ricorrenza di gravi crisi encefalopatiche. Questa malattia, già dai primi giorni di vita, può presentare un grave quadro neurologico ed esitare in una condizione di ipotonia e nella perdita delle capacità motorie.

martedì 27 novembre 2018

 
Hiv e Aids, i dati dell'Istituto superiore di sanità sulle nuove diagnosi in Italia

Il Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e il Registro Nazionale Aids costituiscono due basi di dati dinamiche, permanentemente aggiornate dall’afflusso continuo delle segnalazioni inviate dalle regioni e dai centri segnalatori al Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Il COA pubblica annualmente un fascicolo del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato all’aggiornamento di questi due flussi di sorveglianza.
Questi gli ultimi dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2017, pubblicati sul Notiziario Istisan volume 31 - n. 9 supplemento 1 - 2018 redatto con il contributo dei componenti del Advisory Board sulla Sorveglianza delle infezioni da Hiv/Aids del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute

 
Takeda Italia vince due volte a Le Fonti Awards 2018 CEO dell’anno e Digital Team dell’anno nella categoria Healthcare


Le Fonti Awards è uno dei principali riconoscimenti mondiali destinati alla leadership e l’innovazione, che Takeda Italia consegue per il terzo anno consecutivo, confermandosi come eccellenza nel panorama dell’industria farmaceutica italiana. Doppio riconoscimento per Takeda Italia a “Le Fonti” Awards 2018: Rita Cataldo è il CEO dell’anno, e  con il progetto LeggoXTe Takeda Italia è Team dell’Anno Digital Healthcare and Innovation Pharma. La cerimonia di premiazione si è svolta a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa italiana, in occasione della VIII Edizione italiana di Le Fonti Awards, di fronte ad una platea che ha riunito i più autorevoli player del mondo economico e finanziario. Rita Cataldo ha ricevuto il premio CEO dell’Anno nella Categoria Speciale Settore Farmaceutico con la seguente motivazione: “Per la solida expertise nel management aziendale e l’approccio internazionale e innovativo con cui guida Takeda Italia. In particolare per la competenza e determinazione dimostrata nell’avviare un percorso di trasformazione digitale divenendo azienda Best-in-Class in Specialty Care.”
 
Inquinamento: possibile aumento rischio glaucoma

L’esposizione a lungo termine al particolato e una predisposizione genetica potrebbero essere associati a un aumento della pressione oculare negli anziani. Se si vive in ambienti inquinati si potrebbe essere più a rischio glaucoma. Che il particolato potesse incrementare la possibilità di essere colpiti dalla prima causa di cecità irreversibile al mondo è stato evidenziato da un nuovo studio pubblicato su Jama Ophthalmology: per la prima volta sarebbe stata individuata una possibile associazione tra pressione oculare elevata e un’esposizione di lungo periodo ad ambienti ricchi di particolato prodotto dalla combustione del carbone. L’analisi ha incluso 419 anziani – per un totale di 911 visite complessive incluse quelle successive alla prima visita – che sono stati sottoposti periodicamente a misurazione della pressione oculare (tonometria).I ricercatori di diverse università americane hanno effettuato analisi associate alla tossicità del carbone: può esistere una predisposizione genetica ad alterazioni provocate da fattori ambientali nocivi. Nei modelli elaborati, l’associazione tra esposizione ai residui della combustione del carbone e la pressione oculare è risultata più elevata negli individui con un elevato stress ossidativo

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MALATTIA DA VIRUS EBOLA - REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Comunicato del 27 novembre 2018   N° 82

Scarica il comunicato del Ministero della Salute

La FDA approva l'Emapalumab per la linfoistiocitosi emofagocitica
 
L'approvazione si basa sui risultati del trial NI-0501-04


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Odontoiatria: in arrivo il nomenclatore 2018

È ormai in dirittura d’arrivo il Nomenclatore Odontoiatrico 2018: la scorsa settimana, infatti, si è riunito, su convocazione della Commissione Albo Odontoiatri della Fnomceo il Gruppo di Lavoro dedicato, che ha completato la revisione, facendo riferimento all’aggiornamento delle Raccomandazioni cliniche.
Al Gruppo di Lavoro partecipa in primo luogo il Cic, il comitato italiano di coordinamento delle  società scientifiche in Odontostomatologia che materialmente sostiene la stesura del nomenclatore, affiancato dal Ministero della salute, dall’Accademia, dal Cenacolo Odontostomatologico Italiano e dai Sindacati Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), Aio (Associazione italiana odontoiatri), Sumai (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana) e Suso (Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia).
“Obiettivo del nuovo Nomenclatore – afferma il Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, Raffaele Iandolo – è assicurare livelli essenziali di qualità tramite l’impiego di materiali e strumentazioni adeguate, rafforzando il rapporto di fiducia con il paziente e dimostrando la maturità della professione. Il Nomenclatore diventa indispensabile anche per l’odontoiatria pubblica – in ottemperanza all’articolo 17 del Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 12 gennaio 2017 – per i fondi integrativi, per l’odontoiatria forense”.

DiaDay: oltre 130mila i test effettuati gratuitamente in farmacia per lo screening del diabete

Sono oltre 130mila i test effettuati gratuitamente ai cittadini durante il DiaDay, la seconda edizione della campagna nazionale di prevenzione del diabete, alla quale hanno partecipato attivamente oltre 5mila farmacie. I risultati sono all’esame del board scientifico che elaborerà le proprie osservazioni, tenendo conto anche di variabili demografiche quali età e sesso
 
La sindrome da fatica cronica, nota anche come encefalomielite mialgica, è una malattia di recente definizione e difficile da accertare (diagnosticare); il disturbo (sintomo) predominante, e spesso sottovalutato, è una stanchezza continua che, unita ad altri disturbi molto variabili per gravità e intensità, può essere altamente invalidante.
La malattia tende a comparire tra i 20 e i 40 anni di età, ma può colpire anche bambini e adolescenti, ed è più frequente nelle donne.
La fatica può manifestarsi in varie forme. Quella acuta è un meccanismo fisiologico con cui l'organismo di un individuo sano protegge se stesso da vari tipi di stress; è generalmente legata a una singola causa e si risolve con il riposo o con un cambiamento dello stile di vita (dieta, esercizio, riposo, controllo dello stress, ecc).
La fatica cronica, invece, è considerata una malattia che indica un cattivo adattamento ed è tipica di persone con altre malattie croniche quali la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, alcuni disturbi psichiatrici, l'ictus e i tumori.

 
Il dolore muscolo-scheletrico è una costante per la quasi totalità degli italiani, ma 6 su 10 non vogliono ammetterlo e quasi la metà decide di intervenire solo quando diventa insopportabile
  • Presentati oggi i risultati dell'indagine Global Pain Index 2018, promossa da GSK CH e giunta alla sua terza edizione. Un impegno che si rinnova e che fotografa una pandemia globale.
  • Sono oltre 9 su 10 gli italiani che hanno sofferto di dolore muscolo-scheletrico almeno una volta nella vita e il 93% ha avuto episodi nell'ultimo anno.
  • Vite frenate dal dolore*, **, che limita il potenziale di chi ne soffre, riduce l'ottimismo (36%), la fiducia (33%) e scoraggia nella realizzazione di sogni e ambizioni (39%). Tuttavia, quasi la metà degli italiani decide di trattare il proprio dolore solo quando diventa insopportabile*.
  • Eppure, quando decidono di intervenire, gli italiani affrontano seriamente il dolore* e chiedono aiuto agli esperti. L'85% si rivolge al medico, il 66% al farmacista e in molti si aspettano più attenzione e comprensione per il problema
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La biotech statunitense ha sviluppato un approccio che sfrutta la tecnica di editing genomico in combinazione con nanoparticelle lipidiche.
Interessanti i risultati preliminari ottenuti su modelli animali
Dati promettenti per il futuro del trattamento dell’amiloidosi da accumulo di transtiretina (amiloidosi ATTR) derivano da un nuovo programma terapeutico basato sull’utilizzo della tecnica CRISPR-Cas9, programma che la casa farmaceutica Intellia Therapeutics ha sviluppato e recentemente testato su esemplari di scimmia. I risultati preliminari di questa sperimentazione su modello animale sono stati presentati al 26° Congresso Annuale della European Society of Gene and Cell Therapy (ESGCT), tenutosi lo scorso mese di ottobre a Losanna (Svizzera).
Per amiloidosi da accumulo di transtiretina si intende una rara forma ereditaria di amiloidosi. La patologia è provocata da una specifica alterazione genetica che determina un accumulo dannoso della proteina transtiretina in diversi organi, principalmente il cuore e i nervi che regolano la sensibilità degli arti inferiori e superiori. A produrre la maggior parte della proteina TTR sono le cellule del fegato, organo che si presta, perciò, ad essere un ottimale bersaglio per potenziali terapie dirette a ridurre la produzione di transtiretina da parte dell'organismo.

I riflettori accesi dalle dichiarazioni del Vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini, in cui ha espresso l’intenzione di collaborare con il Ministro dell’Istruzione per rendere la donazione di sangue “volontaria-obbligatoria” per gli studenti maggiorenni, rendono urgente ed opportuna una profonda riflessione comune tra tutti gli stakeholder sul plasma come risorsa strategica per il sistema sanitario italiano.
AIP Onlus (Associazione Italiana Immunodeficienze Primitive), associazione di pazienti riceventi e utilizzatori di emoderivati, per il ruolo salvavita di tale terapia e per la cura delle patologie che rappresenta, riafferma la sostanziale importanza del gesto della donazione per il raggiungimento dell’autosufficienza nazionale e regionale, promuovendo una perequazione solidaristica tra territori, e ringrazia coloro che già oggi promuovono la donazione e donano
 

lunedì 26 novembre 2018

Dengue (Aggionamento al 23 novembre 2018)

A seguito della segnalazione sulla piattaforma “Rapid Alert on Substances of Human Origin (SoHO) - Blood” del rilevamento di casi di infezione da virus Dengue (DENV) in Catalogna (Spagna), che si va ad aggiungere ai casi rilevati nella Regione di Murcia e provincia di Cadice (Spagna), nei dipartimenti delle Alpi Marittime, dell'Hérault e di Gard (Francia) e nell’Île de la Réunion (dipartimento d’oltremare, Francia), il Centro nazionale sangue ha diramato le circolari (v. allegati) contenenti le seguenti misure di prevenzione da applicare ai donatori di sangue ed emocomponenti:
- rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nell’area interessata;
- applicare il criterio di sospensione temporanea di 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nell’area interessata;
- applicare il criterio di sospensione temporanea di 120 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da DENV (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da DENV);
- sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da DENV oppure in caso di diagnosi d’infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).
Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La dengue è conosciuta da oltre due secoli, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico.
Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata in molte regioni tropicali. Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone.Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.





 
Regionalismo differenziato? Per la sanità la posta in gioco non è un po' di autonomia in più ma la riforma del sistema

Oggi la discussione sull’eguaglianza di accesso ai servizi sanitari non può prescindere dal tema del regionalismo differenziato. L’articolo 116 terzo comma Costituzione prevede che la legge ordinaria possa attribuire alle regioni ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia sulla base dell’intesa fra lo Stato e la regione interessata. Sappiamo che ad oggi solo tre regioni hanno avviato negoziati con il Governo per arrivare ad una intesa sull’attribuzione di autonomia differenziata. Altre 7 hanno conferito al Presidente della regione l’incarico di chiedere al Governo l’avvio delle trattative per ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia e 3 hanno assunto iniziative preliminari che, in alcuni casi, hanno condotto all’approvazione di atti di indirizzo.

 
In Italia 530 mila infezioni ospedaliere ogni anno, primato in Ue

Italia ‘maglia nera’ in Europa per le infezioni ospedaliere, con 530 mila casi all’anno. Un problema non immediatamente visibile ma molto concreto e purtroppo in peggioramento, come rivelano i dati riportati dal Centro Europeo malattie infettive (Ecdc): ogni anno sono circa 33 mila in Ue le persone che muoiono per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, la maggior parte contratte in ospedale, di cui circa un terzo solo nel nostro Paese. Ma quello che emerge in maniera altrettanto evidente dallo studio dell’Ecdc è che oggi in Italia la probabilità di contrarre infezioni durante un ricovero è del 6%; i decessi ogni anno sono 7.800, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Numeri che pongono l’Italia in vetta alla classifiche europee