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lunedì 16 luglio 2018

L'Oss non può somministrare farmaci e non può confondersi con l'infermiere. Interrogazione e risposta scritta


Risposta del sottosegreatrio Fugatti a un'interrogazione di Novelli e Pedrazzini (FI) sulle competenze dell'Oss: nessuna possibilità di somministrare farmaci, nessuna confusione con la professione di infermiere che anzi deve emanare direttive e supervisionare il suo operato
L’operatore sociosanitario (Oss) , non può somministare terapie farmacologice al paziente, potendo solo: "Aiutare – in sostituzione e appoggio dei familiari e su indicazione del personale preposto – per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso".
La sua formazione e le sue competenze lo pongono, secondo il ministero della Salute nella categoria dell'Operatore di interesse sanitario  e in quanto tale non assimilabile alle professioni sanitarie, che conseguono un'abilitazione all'esercizio professionale all'esito di un corso triennale universitario.
La legge 1 del 2002 ha stabilito che un accordo ad hoc la formazione complementare dell’Oss in assistenza sanitaria venisse disciplinata per consentirgli di collaborare con l'infermiere o con l'ostetrica e di svolgere autonomamente alcune attività, assistenziali, in base all'organizzazione dell'unità funzionale di appartenenza e secondo le direttive del responsabile dell'assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.
Quindi le sue funzioni devono in ogni caso essere coerenti con queste disposizioni e comunque questo compiti non possono confondersi con quelli della professione sanitaria di Infermiere, che in qualità di responsabile dell'assistenza generale deve sovrintendere in ogni caso alle attività dell'Operatore Socio Sanitario e dell'Operatore Socio Sanitario con formazione complementare.

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