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domenica 15 luglio 2018







Le scienze comportamentali, il “nudge” e l’uso prudente degli antibiotici in Toscana

a cura di: Giacomo Galletti

 L’architettura delle scelte in un ambiente complesso
Promuovere la salute nella popolazione vuol dire sostanzialmente muoversi in due direzioni: ridurre la domanda di assistenza inducendo comportamenti e stili di vita appropriati, e rendere efficace l’offerta di cure attraverso lo sviluppo di un sistema organizzato in modo da permettere ai professionisti di esprimere un’assistenza di valore. 
Sintetizzando al massimo un modello oltremodo complesso, possiamo ridurci ad individuare i due attori cardine del sistema: il paziente da una parte, il professionista dall’altra.
Ecco però che, alla manifestazione del bisogno di cura, entrambi i soggetti si trovano a muoversi, a prendere decisioni e ad adottare comportamenti in un ambiente complesso. In tale contesto, non sempre le decisioni e i comportamenti praticati portano al miglior esito possibile (nel soddisfare il bisogno di cura), anche quando sono presenti tutte le condizioni ambientali, informative e professionali che ne consentirebbero il raggiungimento.

Questa situazione, ovvero l’ambito delle decisioni critiche prese in ambiente complesso, è un campo d’azione delle scienze comportamentali. Un concetto caro a questa disciplina (nonché obiettivo di analisi) è quello della “architettura delle scelte”, ovvero la presenza e la rilevanza degli elementi del contesto in cui si produce una decisione, e che possono condizionarla facilitandola o ostacolandola. Se pensiamo banalmente al marketing della vita quotidiana, giusto per fare un esempio, possiamo riferirci al posizionamento dei prodotti che un supermercato vuole rendere “accattivanti” sul ripiano dello scaffale all’altezza degli occhi. La visibilità e la facilità di “presa” semplificano una scelta che può essere complicata, data l’abbondanza di prodotti disponibili con le medesime caratteristiche.
 
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