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mercoledì 13 giugno 2018







In Giappone sono iniziati studi clinici di Fase III su una nuova tecnica a base di cellule staminali mesenchimali, che potrebbe prevenire l'insorgenza dell'osteoartrite in 30 milioni di persone nel mondo
Osaka (GIAPPONE) –  La cartilagine danneggiata è sempre stata ritenuta incurabile, data l'assenza di terapie efficaci. Ora, però, il panorama potrebbe cambiare, grazie alla scoperta di un gruppo di ricercatori dell'Università di Osaka: il team ha infatti sviluppato un tessuto sintetico utilizzando cellule staminali mesenchimali (MSC) derivate dalla membrana sinoviale, utile per il trattamento della cartilagine danneggiata.
Dopo il primo test sull'uomo all'Ospedale Universitario di Osaka, l'intervento chirurgico sul primo paziente è stato eseguito in uno studio clinico di Fase III, per confermare l'efficacia e la sicurezza di questa terapia. In Giappone, si tratta del primo studio clinico di terapia rigenerativa con l'utilizzo di cellule staminali allogeniche.
La comunità scientifica concorda sul fatto che la cartilagine articolare non abbia afflusso di sangue e quindi abbia una capacità molto limitata di rigenerarsi, e i metodi di trattamento finora tentati non sono risultati efficaci. Le terapie che utilizzano le cellule staminali e le tecniche di ingegneria tissutale vengono ormai sviluppate in tutto il mondo; tuttavia, è difficile ottenere una buona qualità di riparazione e rigenerazione o una buona integrazione del tessuto in corrispondenza della lesione.