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sabato 30 giugno 2018

Spina bifida: terapia in utero. Intervento innovativo al Policlinico di Milano

29 giugno - Prima in Europa, l’equipe del Policlinico di Milano ha messo a punto una tecnica che permette di intervenire sul feto quando è ancora nel pancione della mamma, utilizzando strumenti di chirurgia mininvasiva. Due gli interventi finora realizzati a distanza di un giorno su due feti. Un terzo in programma nelle prossime settimane. 

La spina bifida è un grave difetto della colonna vertebrale e del midollo spinale: quando non è mortale porta a disabilità, paralisi e disturbi neurologici. In Italia si verifica in 1 caso ogni 10 mila nascite: vuol dire che ogni anno ci sono almeno 50 nuovi bambini colpiti. Ora un intervento chirurgico realizzato in utero dagli esperti del Policlinico di Milano può cambiare radicalmente la qualità di vita di questi bimbi. Si tratta del primo intervento di questo tipo in Europa: sono stati operati due feti alla 25esima settimana di gestazione, inserendo strumenti sottilissimi direttamente nell’utero della loro mamma e riparando il difetto. Gli interventi sono perfettamente riusciti, e ora bisognerà attendere la nascita dei due bimbi per poter confermare il pieno successo delle cure.
 
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Contraccettivi ormonali combinati. Dall’Aifa informazioni corrette per un uso consapevole

29 giugno - L’Agenzia Italiana del Farmaco ha diffuso una serie di documenti su rischi e benefici dei contraccettivi ormonali combinati (Coc), rivolti a donne e operatori sanitari, allo scopo di prevenire i rischi di coagulazione del sangue. Tra questi documenti anche una serie di domande e risposte sui Coc. 

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diffuso nuovamente una serie di documenti sui benefici e i rischi dei contraccettivi ormonali combinati (Coc) allo scopo di fornire agli operatori sanitari e alle donne che utilizzano questi medicinali strumenti e informazioni utili, per prevenire e gestire il rischio di coaguli di sangue.

Nel 2014 l’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) aveva  condotto una rivalutazione dei benefici e dei rischi dei Coc, in particolare, del rischio di formazione di coaguli di sangue associato al loro uso.

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Sistema Tessera Sanitaria

Ricetta elettronica

La ricetta elettronica è l'informatizzazione della ricetta medica cartacea del Servizio Sanitario Nazionale.
https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/ricetta-elettronica

Esenzioni da reddito

Le esenzioni da reddito consentono al cittadino con particolari situazioni reddituali di ottenere l’esonero totale o parziale dal pagamento dei ticket.
https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/esenzione-da-reddito

Fascicolo Sanitario Elettronico

Dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito.
https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/fse-fascicolo-sanitario-elettronico1

Spese sanitarie

Le strutture e i professionisti che erogano prestazioni sanitarie e veterinarie sono tenuti ad inviare al Sistema TS i documenti fiscali emessi
https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/spese-sanitarie

Tessera Sanitaria

Il tesserino che contiene il codice fiscale del cittadino ed attesta l’appartenenza al Servizio Sanitario Nazionale.
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Certificati di malattia

Il certificato malattia certifica l'assenza per malattia dei lavoratori del settore privato e del settore pubblico
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Invio Telematico

E' il flusso informativo per la trasmissione dei dati delle ricette al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).
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Iniziativa Ospedale amico dei bambini (Bfhi) 2018 – Guida all’applicazione revisionata



28 giugno 2018 - Nel 2015, preoccupati per il disomogeneo, e relativamente basso, tasso di adozione globale dell’Iniziativa ospedale amico dei bambini (Baby Friendly Hospital Initiative, Bfhi), l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ed il Fondo delle nazioni unite per l’infanzia (Unicef) hanno deciso di valutare i punti di forza e le criticità e tracciare un percorso per rivitalizzare sia l'iniziativa in generale sia gli standard globali. È stata un'impresa enorme. Una bozza iniziale del nuovo approccio proposto è stata rilasciata per un commento pubblico l'11 ottobre 2017.

Nei mesi successivi sono seguite delle consultazioni con cinque organizzazioni internazionali che si occupano di allattamento: la Rete dei coordinatori Bfhi (Bfhi network), l’International Baby Food Action Network (Ifban), l’Associazione internazionale della consulenti professionali in allattamento (Ilca), La Leche League International, e l’Alleanza mondiale per interventi a favore dell‘allattamento (Waba) che si sono riunite per fornire un feedback all’Oms e all’Unicef. L’11 aprile 2018 l’Oms e l’Unicef hanno pubblicato la versione definitiva della “Implementation Guidance: Protecting, promoting, and supporting breastfeeding in facilities providing maternity and newborn services: the revised Baby-friendly Hospital Initiative 2018” (“Guida all’Applicazione: proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento in strutture che offrono servizi per la maternità e per i neonati: l’Iniziativa Ospedale Amico dei Bambini 2018”). Questo è il primo degli strumenti Bfhi richiesti dall’Assemblea mondiale della sanità durante l’ultima riunione. Quelli per la formazione ed il monitoraggio verranno pubblicati nei prossimi mesi.

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Emergenze in sanità pubblica e preparedness: l’Ecdc lancia Hepsa (Health Emergency Preparedness Self-Assessment), uno strumento di auto-valutazione


28 giugno 2018 - Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (European Centre for Disease Prevention and Control; Ecdc) ha messo a punto uno strumento (Hepsa - Health Emergency Preparedness Self-Assessment) che ha lo scopo di supportare i Paesi nel migliorare la propria capacità di preparazione nel campo delle emergenze in sanità pubblica, facilitando i processi di vigilanza sanitaria e contribuendo all’identificazione di potenziali lacune. Allo stesso tempo, questo strumento elaborato dall’Ecdc favorisce l’interazione tra differenti portatori di interesse per discutere temi correlati alla preparedness per emergenze di sanità pubblica. A partire dagli esiti della auto-valutazione che tale strumento permette di realizzare, i Paesi sono in grado di identificare le aree di miglioramento e le azioni da intraprendere per potenziare le proprie capacità di preparazione alle emergenze per la salute pubblica.

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Il rilancio della sanità sarà la mia stella polare. Esordisce così il neo ministro della sanità Giulia Grillo alla sua prima uscita pubblica in occasione del 24° Congresso nazionale Anaao Assomed. Ai camici bianchi italiani chiede partecipazione e confronto nell’ottica di una valorizzazione del sistema sanitario nazionale.
Chiede inoltre trasparenza soprattutto per quanto concerne nomine, turn over e budget di spesa per il personale e la formazione.
Queste le sue parole: “sono cosciente del compito che ho davanti, ma so che ce la metterò tutta nell’ascoltare e dare seguito ai problemi”. Rivolgendosi ai medici ha chiesto anche “una partecipazione e se necessario un supplemento di abnegazione, un tratto distintivo della nostra professione. E anche una rinuncia a posizioni precostituite e pregiudizi per confrontarsi liberamente nell’interessa comune per dare merito al Ssn pubblico che è stato relegato nel dibattito politico.”
Una delle priorità del neo ministro è certamente valorizzare il sistema sanitario italiano la cui eccellenza è riconosciuta a livello mondiale. Giulia Grillo chiede con insistenza una sanità per i cittadini il cui tratto distintivo possa essere la trasparenza.

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http://www.aiponet.it/news/104-ufficio-stampa/1935-tema-salute-centrale-nel-dibattito-politico-le-prime-dichiarazioni-del-ministro-grillo.html

Tumore del seno: l’87% delle donne è vivo a 5 anni dalla diagnosi

Roma, 28 giugno 2018 – Si chiude oggi la riunione annuale del GIM (Gruppo Italiano Mammella)
In Italia l’87% delle donne colpite da tumore della mammella è vivo a cinque anni dalla diagnosi: una percentuale superiore alla media europea (82%). Un risultato importante, da ricondurre anche alle ricerche condotte dal Gruppo Italiano Mammella (GIM), formato da oltre 100 centri oncologici del nostro Paese che lavorano insieme per portare avanti sperimentazioni innovative volte al miglioramento dei trattamenti di questa neoplasia. Si chiude oggi a Roma la riunione annuale del GIM. “I risultati raggiunti dal GIM si collocano ai vertici internazionali della comunità scientifica – afferma Francesco Cognetti, uno dei fondatori del GIM e Direttore Oncologia Medica del Regina Elena di Roma -. Fondato nel 2002, il nostro gruppo cooperatore rappresenta una realtà nazionale unica che, reclutando ben 11.000 pazienti in circa 10 anni di attività, ha consentito di effettuare sperimentazioni cosiddette spontanee, accademiche in grado di rispondere a quesiti importanti sul trattamento del carcinoma mammario”. Nel 2017 in Italia sono stati stimati circa 50mila nuovi casi di tumore del seno. “In quindici anni le percentuali di guarigione in questa malattia sono cresciute di circa il 6%, passando dall’81 all’87 per cento – sottolinea Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Si tratta di un risultato eccezionale, da ricondurre alle campagne di prevenzione e a terapie innovative sempre più efficaci. Oggi abbiamo molte armi a disposizione, dalla chemioterapia all’ormonoterapia alle terapie target fino all’immunoterapia”. “Le sperimentazioni cliniche del GIM – spiega Sabino De Placido dell’Università Federico II di Napoli, uno dei fondatori del GIM – contribuiscono a migliorare anche la qualità della pratica clinica quotidiana e consentono alle nostre pazienti l’accesso a farmaci innovativi più efficaci e spesso meno tossici in tempi precoci prima della loro immissione in commercio”.

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La vertebroplastica non è efficace nel controllare il dolore da frattura vertebrale recente

 

Lo dimostra lo studio VERTOS IV pubblicato pochi giorni fa su BMJ.

L’effetto sul dolore e le vere indicazioni alla vertebroplastica sono stati argomenti a lungo dibattuti in letteratura negli ultimi anni.
Tra le critiche maggiori mosse da un lato da chi promuoveva e dall’altro da chi sconsigliava tale procedura vi erano rispettivamente la selezione dei pazienti da sottoporre all’intervento e la considerazione che l’evidenza positiva emergesse prevalentemente da studi in aperto e non venisse confermata dagli studi RCT.
Lo studio VERTOS IV è uno studio randomizzato e controllato che ha valutato 180 pazienti con dolore acuto da frattura vertebrale di recente insorgenza (36-43 giorni in media) sottoposti o a vertebroplastica o alla stessa procedura simulata (iniezione dell’anestetico, posizionamento all’interno dei peduncoli vertebrali degli strumenti operatori, apertura della fiala di metacrilato dall’odore caratteristico all’interno della sala operatoria, simulazione dell’introduzione del cemento). Tutti i pazienti sono stati preventivamente sottoposti a RMN per verificare la presenza di edema osseo e solo i soggetti positivi sono stati arruolati e randomizzati.
Non sono state osservate differenze significative nella riduzione del dolore tra vertebroplastica e procedura simulata sia nel breve che nel lungo termine (controlli a 1 giorno, 1 settimana, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 1 anno).
Da sottolineare come in entrambi i bracci dello studio sia stata osservata una riduzione significativa e rapida della sintomatologia dolorosa. Questo potrebbe essere spiegato dalla sommazione di vari fattori: effetto placebo, evoluzione naturale della frattura e risultato dell’iniezione di anestetici locali.
In ogni caso lo studio VERTOS IV impone in primis una attenta riflessione su quali siano le reali indicazioni a tale procedura che del resto non è del tutto scevra da complicanze.
Questo articolo supporta ulteriormente le conclusioni a cui erano giunti gli autori di un altrettanto recente review sull’argomento, pubblicata dalla Cochrane, che non supportava nella pratica clinica l’utilizzo della vertebroplastica nel trattamento del dolore acuto e subacuto da frattura vertebrale osteoporotica.

venerdì 29 giugno 2018







La SIMRI curerà la rubrica "Pediatria" della rivista "Pneumorama"

Cari soci, vi segnaliamo che, a partire da quest'anno, la SIMRI curerà la rubrica "Pediatria" della rivista Pneumorama, rivista trimestrale per professionisti dell'area pneumologica, che dal 1 gennaio 2018 ha un nuovo editore.
La sezione, curata dal Dr. Renato Cutrera e dalla Dr.ssa Maria Elisa Di Cicco, è stata inaugurata nel primo numero del 2018 (che si presenta con una veste grafica completamente rinnovata) con un articolo dedicato al tema della transizione, dal titolo "La pneumologia pediatrica 2.0: la sfida della transizione all’età adulta".




Malattie reumatiche, tra le cause anche virus e batteri

Di molte però non conosciamo ancora l'origine precisa

Roma, 29 giugno 2018 - Alcune infezioni causate da virus o batteri possono determinare l’insorgenza di diverse malattie reumatiche. E’ dimostrato scientificamente che:
- le infezioni dell’apparato gengivale, le paradontopatie, sono implicate nell’attivazione dell’artrite reumatoide
- le infezioni genito-urinarie e intestinali hanno un ruolo e determinano artriti reattive le quali solitamente sono acute e spesso remissive. In persone predisposte possono invece cronicizzare ed evolvere verso le spondiloartriti
- le infezioni delle vie respiratorie, come quelle sostenute dallo streptococco, possono invece generare malattie reumatiche anche gravi per le complicanze infiammatorie sulle valvole cardiache.
- i virus, come quelli epatitici, sono in grado di attivare le cellule del sistema immunitario, i linfociti B, stimolandoli a produrre autoanticorpi e malattie autoimmuni, come la sindrome sicca o le crioglobulinemie

“Le patologie reumatiche possono essere causate da diversi fattori e rappresentano la prima causa di disabilità nei Paesi Occidentali - afferma il prof. Luigi di Matteo, Vice Presidente della Società Italiana di Reumatologia (SIR) -. Su molte non siamo ancora in grado di spiegare l’origine precisa ma è certo che hanno pesanti riflessi sulla qualità di vita dei malati. Va constatato come sia ancora troppo basso il livello di conoscenza e consapevolezza dei nostri concittadini. Oggi, infatti, otto italiani su dieci sono convinti che l’età sia il principale ed inevitabile fattore di rischio. In realtà si tratta di malattie complesse, a volte estremamente gravi e che colpiscono anche persone con meno di 40 anni”. 
 

Staminali contro la sclerosi multipla, Martino: “Sapere che altri stanno seguendo la nostra strada è incoraggiante”

Con queste parole Gianvito Martino, direttore scientifico dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, commenta l'avvio di nuove sperimentazioni sulle staminali neurali contro la sclerosi multipla.
“Sono molto contento di sapere che altri gruppi, per lo più italiani, stanno perseguendo la strada già tracciata dalle nostre ricerche condotte negli ultimi vent’anni qui al San Raffaele di Milano, ed, inoltre, fa ben sperare, perché più dati avremo a disposizione relativamente alla sicurezza ed all’efficacia dell'impiego delle cellule staminali neurali contro la sclerosi multipla, più potremo capire se l'ipotesi che stiamo testando possa avere o meno solide basi”. Con queste parole Gianvito Martino, direttore scientifico dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano commenta l'annuncio che arriva dall'Assemblea Nazionale della Pontificia Accademia per la Vita da parte del team di Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus e dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG) relativo alla conclusione nei giorni scorsi del trapianto di staminali cerebrali umane sul primo gruppo di tre pazienti nella sperimentazione di fase I sulla sclerosi multipla secondaria progressiva.

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L'ecocardiografia transesofagea (TEE) è un esame che viene eseguito per effettuare lo studio della forma, della struttura e del funzionamento del cuore (studio morfologico e funzionale).
Utilizza onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni) prodotte da una sonda posta nell'esofago e collegata ad un ecografo, macchina in grado di elaborare e rappresentare immagini. La sonda transesofagea, sfruttando lo stretto contatto esistente tra l'esofago ed il cuore (l'esofago è il tratto dell’apparato digerente che collega la bocca con lo stomaco passando dietro al cuore), permette una migliore visualizzazione delle camere cardiache, dei grossi vasi polmonari e dell'aorta, delle valvole cardiache, con un dettaglio migliore rispetto a quanto consentito dal più semplice ecocardiogramma transtoracico (ETT).

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febbre West Nile

La sorveglianza dei casi umani di malattia neuro-invasiva da West Nile virus

Stagione estivo-autunnale 2018

28 giugno 2018 - In Italia, la sorveglianza epidemiologica dei casi umani di malattia da virus West Nile (Wnv) è regolata dal “Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2017” (pdf 1,7 Mb) pubblicato dal ministero della Salute. Il documento da una parte integra in un unico Piano la sorveglianza veterinaria (animale ed entomologica) del West Nile virus (Wnv) – essenziale per la stima del rischio – e quella dei casi umani; dall’altra, in considerazione delle analogie esistenti tra i rispettivi cicli biologici, integra le attività di sorveglianza previste per il Wnv con quelle utili all’individuazione precoce della circolazione del virus Usutu (Usuv) in quelle aree dove il virus è stato rilevato in passato e che spesso coincidono con le aree endemiche per il Wnv. Le attività di sorveglianza umana prevedono che vengano individuati e segnalati casi clinici importati (tutto l’anno) e autoctoni (da giugno a ottobre) di forme cliniche neuroinvasive, nelle aree a dimostrata circolazione di Wnv. Il sistema di segnalazione raccoglie inoltre le positività per Wnv rilevate nei donatori di sangue, emoderivati e di organi, tessuti e cellule, finalizzati all’applicazione delle specifiche misure preventive ed eventuali forme cliniche febbrili riscontrate sul territorio nazionale.

La sorveglianza umana è coordinata al livello nazionale dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute che trasmette i dati alla Commissione europea e all’Ecdc. Le Regioni, in piena autonomia definiscono i documenti normativo-programmatici per la Sorveglianza epidemiologica e di laboratorio sul loro territorio e trasmettono i dati all’Iss e al Ministero. Il Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, con il coordinamento dell’Ufficio V della Direzione Generale della Prevenzione del ministero della Salute e in collaborazione con il Centro studi malattie esotiche (Cesme) dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise “Giuseppe Caporale” (Izs Teramo), pubblica i dati del sistema di sorveglianza in un bollettino periodico.

La pubblicazione del bollettino è sospesa nella settimana di ferragosto. La sorveglianza rimarrà però attiva per individuare eventuali segnali epidemiologici rilevanti.

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Il dr. Andrea Angheben: “L'Italia è la seconda nazione più colpita in Europa, con 6-12.000 persone affette, ma nel 70% dei casi la malattia è asintomatica”

Negrar (Verona) – Otto milioni di persone affette nel mondo secondo l'OMS, ma solo l'1% di loro ha accesso alla diagnosi e quindi fa qualcosa per curarsi. È la Chagas, la principale malattia parassitaria in America Latina, che si sta espandendo anche negli Stati Uniti e in Europa, dove i casi sono 100-150.000. L'Italia, secondo uno studio pubblicato nel 2011 sulla rivista Euro surveillance, sarebbe la seconda nazione più colpita in Europa, con 6-12.000 casi.
La malattia di Chagas è endemica in gran parte del Sud America continentale, esclusi i Caraibi: solo in quell'area, infatti, vive la cimice della famiglia delle Triatominae, che funge da vettore trasmettendo all'uomo, con la sua puntura, un parassita, il protozoo Trypanosoma cruzi. Questa parassitosi, tipica delle zone rurali più povere dell'America latina, oggi desta preoccupazione anche all'interno delle comunità di immigrati che vivono in Italia: nel 2013, infatti, è nata a Bergamo l'Associazione Italiana per la Lotta alla Malattia di Chagas, AILMAC Onlus. Vicepresidente della Onlus è un esperto di Chagas: il dr. Andrea Angheben, del Centro Malattie Tropicali dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona).

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Un nuovo studio raccomanda l'attuazione di un programma di screening sistematico per entrambe le infezioni fra gli adulti latinoamericani che vivono in Europa

Barcellona (SPAGNA) – I pazienti con malattia di Chagas hanno il doppio delle probabilità di essere infettati dal verme intestinale Strongyloides stercoralis rispetto a chi non l'ha contratta: lo evidenziano i ricercatori spagnoli del Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal). Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS Neglected Tropical Diseases, sottolinea i potenziali benefici di uno screening combinato per entrambe le infezioni tra gli adulti latinoamericani che vivono in Europa.
La malattia di Chagas (causata dal parassita Trypanosoma cruzi e trasmessa all'uomo dalla puntura di una cimice della famiglia delle Triatominae) e la strongiloidiasi (causata da elminti S. stercoralis) sono malattie tropicali neglette che condividono un carico epidemiologico simile e provocano infezioni croniche con elevata morbilità e mortalità.
In questo studio retrospettivo, gli autori hanno valutato l'associazione tra infezione da Trypanosoma cruzi e strongiloidiasi in una coorte di migranti latinoamericani sottoposti a screening per entrambe le infezioni nella clinica ospedaliera di Barcellona, tra gennaio 2013 e aprile 2015. I risultati ottenuti su 361 individui mostrano che il 14% di questi era positivo per la strongiloidiasi e il 49% lo era per T. cruzi. I fattori associati all'infezione da T. cruzi includevano l'origine boliviana, la provenienza da un'area rurale e l'avere vissuto in una casa di mattoni. Una percentuale più alta di pazienti con strongiloidiasi è stata infettata da T. cruzi, e viceversa.

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Mi svegliavo con un costante dolore alla schiena e una rigidità diffusa. Passavano diversi minuti prima di potermi muovere normalmente. Anche di giorno mi sentivo dolorante, soprattutto dopo essere stato fermo per un po’. Ho visto diversi medici, sono passati mesi, che poi sono diventati anni, senza avere una diagnosi chiara; avevo la SA”. Queste le parole di un giovane paziente che rappresentano la storia di molti con spondilite anchilosante (SA), malattia infiammatoria cronica della spina dorsale.
Una patologia con sintomi facilmente associabili ad altre più comuni e con conseguenze meno importanti. Oggi, per arrivare ad una corretta diagnosi possono occorrere in media dai 7 ai 10 anni. Un lungo periodo per una malattia che può progredire fino a dare rilevanti limitazioni nei movimenti e gravi conseguenze sulla qualità della vita di chi ne soffre.
Per accelerare il percorso diagnostico della SA, parte la campagna promossa da Novartis, con il patrocinio di APMAR Onlus (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare), che ha l’obiettivo di informare su questa patologia poco conosciuta e di difficile diagnosi e spingere le persone ad attivarsi: 'SAi se hai la SA? Scegli il tuo futuro'. Si tratta di una doppia attivazione: da una parte l’obiettivo della Campagna è spingere chi ha sintomi riconducibili alla patologia a procedere alla compilazione di un breve questionario di autovalutazione, disponibile online, e rivolgersi al proprio medico di base in caso di una maggioranza di risposte positive. Dall’altra si rivolge ai pazienti diagnosticati fornendo strumenti ed esortandoli ad affrontare la patologia in maniera attiva, prendendo in mano la propria vita, vivendo le proprie passioni, facendosi aiutare in questo dalla famiglia, gli amici e il proprio reumatologo.

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giovedì 28 giugno 2018







Estate 2018, bollettini anche su App e informazioni sulle ondate di calore


Al via la campagna informativa on line Estate sicura 2018. Da oggi sono disponibili sul sito web www.salute.gov.it/caldo e consultabili anche tramite l’App “Caldo e salute” i bollettini con le previsioni delle ondate di calore con i consigli alla popolazione su come affrontare il caldo eccessivo, la mappa dei servizi attivi a livello territoriale e le linee guida per gli operatori dei servizi sanitari e sociali.
La Campagna #estatesicura è parte del Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. L’Italia è stata tra i primi Paesi a dotarsi di un programma di interventi in risposta alle ondate di calore, destinate a diventare sempre più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici già in atto.
Studi epidemiologici hanno, infatti, evidenziato un impatto significativo delle ondate di calore sulla salute della popolazione, in particolare sui sottogruppi più vulnerabili come anziani e soggetti con patologie croniche. Inoltre, temperature estreme possono provocare effetti sulla salute anche in lavoratori esposti, bambini e donne in gravidanza.
Tramite l’App “caldo e salute”, scaricabile gratuitamente su dispositivi mobili iOS e Android, da Apple store e Play store i cittadini potranno essere tempestivamente informati sui livelli di rischio delle ondate di calore in ogni città attraverso una mappa e una sintesi grafica dei bollettini di facile consultazione.
I bollettini giornalieri - nei quali è sintetizzato il livello di rischio per la salute in base alle condizioni meteorologiche previste a 24, 48 e 72 ore - si riferiscono a 34 città con oltre 200 mila abitanti sul territorio nazionale e sono inviati anche ai centri locali, per l'attivazione in caso di necessità di piani di intervento a favore della popolazione vulnerabile.

Per approfondire www.salute.gov.it/caldo
http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=5023






Corte dei Conti: “Finora in sanità tagli spesso troppo lineari”

Roma, 28 giugno 2018 – In Italia negli ultimi anni i tagli alla spesa sanitaria sono troppo stati lineari. E’ quanto ha affermato il procuratore generale della Corte dei Conti, Alberto Avoli, nella sua memoria orale in occasione della presentazione del ”Giudizio di parificazione sul rendiconto generale dello Stato per l”esercizio finanziario 2017. “I numerosi interventi in tema di razionalizzazione della spesa si sono abbattuti nel comparto sanitario con tagli spesso troppo lineari – ha affermato Avoli -. Tuttavia bisogna riconoscere che il sistema sanitario nazionale ha saputo proporre scelte e metodologie organizzative profondamente innovatrici, in grado di preservare i livelli qualitativi di servizi resi ai cittadini”. Nel corso del 2017 la spesa sostenuta dal servizio sanitario nazionale è stata pari a 117.472 miliardi, in crescita dell”1,34% rispetto all”esercizio precedente. E’ stata quasi interamente ricoperta dal gettito tributario (Iva e accise in primo luogo e quindi Irao e addizionale regionale Irpef), con una incidenza del 6,85% sul Pil. La spesa pro capite è stata di euro 1.939 (1912 nel 2016). Circa 40 miliardi di euro sono stati impiegati per l’acquisto di beni e servizi, fra i quali i prodotti farmaceutici (per i quali si rileva una limitata progressione) e i dispositivi medici in incremento”. “Sostanzialmente immutato – aggiunge Avoli – il costo complessivo del personale, si deve purtroppo registrate la contrazione della spesa per investimenti infrastrutturali e tecnologici, il che determina e aggrava il significativo tasso di obsolescenza delle tecnologie a disposizione delle strutture”.








Ipotesi di proroga per la scadenza del 10 luglio per la presentazione della certificazione definitiva che provi l'avvenuta vaccinazione ai fini dell'iscrizione a scuola per il prossimo anno 2018-19. Sarebbe questa, secondo quanto si apprende, la strada in valutazione da parte del Governo in merito alla questione dell'obbligo vaccinale per andare a scuola. La revisione è prevista dal Contratto di Governo ed è stata riaffermata venerdì scorso dal vicepremier Salvini. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, da parte sua ha ribadito che i vaccini "sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria" e che "in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione".

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ALLARME CALDO: AUMENTANO I RISCHI DI INTOSSICAZIONI ALIMENTARI. CONSIGLI PER LA PREVENZIONE

Come ogni anno, con il caldo  estivo aumentano i rischi di incorrere in disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi o dalle tossine da essi prodotte quando vengono trascurate le buone pratiche igieniche nel corso della preparazione e conservazione dei cibi. Molto spesso le misure messe in atto lungo la filiera produttiva (produzione, trasformazione, commercializzazione) sono vanificate dal comportamento dei consumatori nelle fasi di acquisto e preparazione presso il proprio domicilio.
E' importante tenere sempre presente che l'alimento confezionato mantiene le proprie caratteristiche di sicurezza e di qualità sino a che la confezione è integra e le modalità di conservazione sono quelle indicate dal produttore. Anche le conserve sterilizzate nel processo di produzione, come i prodotti ittici sott'olio (tonno, sardine, sgombri, ecc.), dopo l'apertura della confezione vengono contaminate dagli utensili e dall'ambiente e l'alimento può andare incontro ad un rapido deterioramento per la crescita di microrganismi e la produzione di sostanze tossiche come l'istamina.

Occorre quindi, per proteggere la propria salute, rispettare delle buone pratiche di acquisto, conservazione e preparazione dei cibi tenendo presente che anche le scatolette o altri tipi di conserve a base di latte, pesce o carne, una volta aperte, devono essere tenute in frigorifero e consumate entro 3 giorni dal primo consumo.  
 
Ecco alcuni consigli per tutelarsi dai rischi alimentari che possono verificarsi maggiormente nel periodo estivo







Peste suina africana, il ministro Grillo scrive alla Commissione Europea e rassicura sui progressi della Regione Sardegna


Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha inviato una nota al Commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, per rassicurare l’Unione Europea sulla questione della peste suina africana, malattia di notevole impatto sulla salute animale e sul commercio internazionale, che vede impegnata la regione Sardegna con l’obiettivo di eradicarla definitivamente da alcune zone dell’isola.
Il ministro ha invitato gli ispettori dell’Ufficio Health and Food Audits and Analysis a constatare di persona i risultati del lavoro di questi ultimi mesi che  hanno  coinvolto il ministero della Salute, la presidenza della Regione, tutti gli assessorati regionali competenti, l’azienda regionale  per la Tutela della Salute, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e le Agenzie regionali per l’Agricoltura.
Il ministro Grillo ha anche rassicurato il Commissario Andriukaitis sulla corretta implementazione del sistema di notifica delle malattie animali dell’Unione Europea.
A questo proposito è stato comunicato di avere già dato disposizioni affinché vengano assecondate le richieste della Commissione.
“Sono fiduciosa che questo processo porterà i competenti Servizi della Commissione europea a formulare una proposta di decisione di esecuzione che possa valutare in maniera equilibrata il rischio di diffusione della malattia, rappresentato dalla regione Sardegna e dagli altri Stati membri che, come evidenziato nell’ultima riunione del Comitato permanente (SCOPAFF), stanno affrontando la difficile battaglia del contenimento della malattia e del rischio derivato della movimentazione illegale dei suini e dei loro prodotti. L’obiettivo dell’eradicazione della peste suina africana,  come mai prima d’ora,  è a portata di mano ed è un mio preciso impegno per ottenere questo importante risultato ”, dichiara il ministro Giulia Grillo.

Dismissione del Portale Ricerca Clinica (PRC)

Sperimentazione Clinica

Si informano i Richiedenti (Promotori e organizzazioni diverse dai Promotori quali CRO/affiliate locali dei Promotori), i Comitati etici e le Regioni/Province autonome che, nelle more dell’attivazione del nuovo portale AIFA, il Portale Ricerca Clinica (PRC) è stato dismesso.
Fino a nuova comunicazione, è possibile consultare:
  •  la normativa vigente in materia di sperimentazione clinica dei medicinali sul sito istituzionale a questo link
  •  il Registro Nazionale centri clinici e Comitati etici sul sito istituzionale a questo link
Per quanto riguarda la registrazione di nuovi utenti (profili: Comitato etico, Promotore, CRO), si fa presente che al momento tale sezione non è ripristinabile sul sito istituzionale e pertanto non sono possibili registrazioni/abilitazioni di nuovi utenti per l’accesso all’OsSC fino all’entrata in esercizio della nuova piattaforma di prossima implementazione.
Pertanto, in caso di impossibilità di registrazione/abilitazione di nuovi utenti per l’accesso all’OsSC, è accettata, in via eccezionale, la trasmissione in accordo alla modalità transitoria cartacea delle sperimentazioni cliniche la cui sottomissione è improcrastinabile.









Il NAS di Ragusa ha deferito in stato di libertà un medico di Siracusa per peculato e interruzione di pubblico servizio. Le indagini dei Carabinieri, infatti, hanno accertato che la dottoressa, impiegata presso un presidio ospedaliero pubblico, era solito appropriarsi indebitamente di apparecchiature diagnostiche in dotazione al nosocomio, per poi utilizzarle al fine di effettuare delle visite private. Secondo quanto assodato dai militari l’attività criminale della dottoressa ha avuto inizio nel 2014 e ha riguardato circa 140 visite specialistiche, cagionando un significativo beneficio economico all’accusata a danno dell’erario.







L'ecocardiografia transesofagea (TEE)

L'ecocardiografia transesofagea (TEE) è un esame che viene eseguito per effettuare lo studio della forma, della struttura e del funzionamento del cuore (studio morfologico e funzionale).
Utilizza onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni) prodotte da una sonda posta nell'esofago e collegata ad un ecografo, macchina in grado di elaborare e rappresentare immagini. La sonda transesofagea, sfruttando lo stretto contatto esistente tra l'esofago ed il cuore (l'esofago è il tratto dell’apparato digerente che collega la bocca con lo stomaco passando dietro al cuore), permette una migliore visualizzazione delle camere cardiache, dei grossi vasi polmonari e dell'aorta, delle valvole cardiache, con un dettaglio migliore rispetto a quanto consentito dal più semplice ecocardiogramma transtoracico (ETT)

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In bella vista: Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute

Le conseguenze sulla salute delle ondate di calore possono essere prevenute o ridotte attraverso l’attivazione di sistemi di previsione allarme locali, l’informazione tempestiva e corretta della popolazione e l’adozione di adeguate misure volte a rafforzare la rete sociale e di sostegno alle persone più a rischio. Per essere efficaci le misure di prevenzione devono essere preparate in tempi di non emergenza ed essere attuate tempestivamente all’arrivo delle prime ondate di calore, che sono le più dannose per la salute, soprattutto perché la popolazione non ha ancora attivato i meccanismi naturali di adattamento.
A questo scopo il ministero della Salute, come ogni anno, il 21 giugno ha pubblicato il Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute – Programma di attività estate 2018.
A supporto del Piano nazionale è operativo dal 2005 un apposito progetto finanziato nell’ambito del Ccm, in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del servizio sanitario della regione Lazio.

Il programma per l’estate 2018 implementa le seguenti iniziative:
http://www.ccm-network.it/pagina.jsp?id=node/2182

La sabbia, insospettabile alleato del nostro corpo

Va bene anche a chi soffre di artrosi

Roma, 28 giugno 2018 - Tra i molti aspetti positivi di una vacanza al mare, ci sono sicuramente le proprietà dell’acqua salina. Ma altrettanto importanti sono i benefici della sabbia, a contatto della quale la nostra pelle riesce ad assimilare i sali minerali dei piccoli granelli e i residui organici delle alghe. La sabbia, inoltre, fornisce un’azione di peeling naturale, grazie alla quale le cellule morte vengono eliminate, ed accelera il processo di rinnovamento della cute. Ecco perché quando si è distesi in spiaggia è utile passare piccole manciate di sabbia su gambe e braccia, ed effettuare un movimento costante e circolatorio. Chi soffre di artrosi, tensioni muscolari e reumatismi, potrà poi trovare nelle sabbiature un alleato prezioso per i propri fastidi. La psammoterapia, infatti, è un vero e proprio ‘bagno caldo’che si basa sulla capacità dei granelli di cedere calore senza ustionare e sull’azione dei sali minerali, che hanno un effetto analgesico e un’azione benefica sulle ossa. Un ulteriore aiuto deriva anche dalla forte sudorazione che permette di eliminare una grande quantità di tossine.
 

ECM: aperta consultazione pubblica sul documento "Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario" 

 AGENAS apre la consultazione pubblica sul documento "Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario", concernente la disciplina nazionale ECM, stabilita dalla Commissione nazionale per la formazione continua, specificatamente rivolta al professionista sanitario secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 1, lettera u) dell’Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017 sul documento "La formazione continua nel settore salute". Al documento di AGENAS in questa fase di consultazione, si applicano le disposizioni di cui alla legge n. 633/1941 "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio". Pertanto, è vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti del documento, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque forma, senza previa autorizzazione scritta di AGENAS - Le osservazioni e/o proposte sul documento "Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario" dovranno pervenire alla Commissione nazionale per la formazione continua entro le ore 23.59 del 25 luglio 2018, esclusivamente mediante apposita procedura on-line http://consultazioni.agenas.it da effettuarsi previa registrazione http://servizi.agenas.it/Registrazione.aspx - Per garantire tempi e modalità certi e uniformi di trattazione delle osservazioni e/o proposte, i contributi inviati in altre modalità (e-mail o cartaceo) e oltre i termini non saranno presi in considerazione e verranno analizzate solamente le osservazioni e/o le proposte pertinenti e non eccedenti gli argomenti del documento oggetto della presente consultazione - Le osservazioni e/o proposte pervenute, che non saranno comunque vincolanti per le scelte pubbliche, potranno essere oggetto di pubblicazione integrale sul sito dell'AGENAS, in forma non anonima, salvo che, negli appositi campi in fondo al modulo vengano evidenziate motivate esigenze di riservatezza. L’amministrazione renderà pubblico l’esito della consultazione attraverso un rapporto di sintesi che verrà pubblicato sul sito istituzionale di AGENAS.

http://www.agenas.it/primo-piano/ecm-aperta-consultazione-pubblica-manuale-formazione-professionista-sanitario

 











Oggi si celebra il World PKU Day, ma è ancora poca l'attenzione dedicata a una malattia metabolica, cronica e rara come la fenilchetonuria (PKU, secondo l'acronimo inglese). Ne manca così tanta che pochi sanno di che patologia si tratti, e che dal 1992 rientra negli screening neonatali di tutta la nazione. Perché questa malattia, causata da una mutazione genetica del gene PAH, si presenta alla nascita dando alla vita regole ferree sin da subito. In Italia, considerate tutte le varianti della malattia, si stima che ne sia affetto 1 bambino ogni 2.581 nati.
A parte (in)formare e agire in direzione di cure sempre più capaci di mettere le esigenze del paziente al centro, le armi efficaci per tenere sotto controllo questa malattia sono ancora ridotte. Affinché non si incorra in un disturbo neurologico più o meno importante a seconda dei casi, o in un disturbo cognitivo o del comportamento quali l'iperattività, o finanche in una forma di disabilità gravissima, una farmacoterapia e una dietoterapia precoce iniziata fin dalla nascita che escluda fenilalanina (presente negli alimenti proteici), supportata da adeguate integrazioni e quando servono terapie farmacologiche, è l'unica strategia adottabile fino a questo momento.

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Il progetto di storytelling #huntingtonstories, realizzato dell’associazione Huntington Onlus, ispirato alla vita delle persone con malattia di Huntington e dei loro famigliari prosegue con due nuovi episodi.
Nel quinto episodio, Dominga Paridi, psicologa di Huntington Onlus, spiega l’impatto della malattia a livello familiare.

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mercoledì 27 giugno 2018






Banca Dati Europea delle Segnalazioni di Sospette Reazioni Avverse ai Farmaci
 
In questo sito web sono reperibili informazioni su sospetti effetti indesiderati (noti anche come sospette reazioni avverse) ai farmaci per medicinali autorizzati nello Spazio economico europeo (SEE) - Per i farmaci autorizzati attraverso la procedura centralizzata, l'accesso alle segnalazioni è possibile utilizzando il nome del farmaco o il nome del principio attivo. Per i farmaci non autorizzati con la procedura centralizzata, l'accesso alle segnalazioni è possibile utilizzando solo il nome del principio attivo








Il Board del Calendario Vaccinale per la Vita alla Ministra Grillo: Tutelare i bambini più fragili
 
Roma, 27 giugno 2018.  Il Board del Calendario Vaccinale per la Vita (SIP - Società Italiana di Pediatria, SItI - Società Italiana di Igiene, FIMP - Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) confida nella competenza e nel senso di responsabilità dell'On. Giulia Grillo, medico e Ministra della Salute, nel favorire le migliori condizioni in termini di sicurezza alla frequenza scolastica dei tanti bambini affetti incolpevolmente da patologie che non hanno reso possibile la vaccinazione e che li espongono a gravissimi rischi qualora contraessero malattie per le quali è attualmente prevista la vaccinazione per l'accesso scolastico.

SIP-SItI-FIMP e FIMMG auspicano un incontro urgente con la Ministra Grillo per favorire un dialogo positivo sull’importanza dei vaccini e delle vaccinazioni nella prevenzione delle malattie infettive per la tutela della salute individuale e collettiva.







Artriti: per conoscerle meglio …diamo qualche numero!

In Italia interessano il 10% della popolazione

Roma, 27 giugno 2018 - Le artriti sono un gruppo di diverse malattie che nei paesi economicamente più avanzati interessano direttamente e indirettamente molte persone. Determinano grandi e gravi conseguenze sia da un punto di vista sanitario che sociale ed economico. Le malattie reumatiche (di cui le artriti sono il gruppo più consistente) sono oggi in Italia la causa del 50% delle assenze dal lavoro superiori a tre giorni, del 60% dei casi di inabilità al lavoro e di più del 25% delle pensioni di invalidità erogate dallo Stato. Sono patologie dovute ad infiammazione delle articolazioni e si caratterizzano da dolore, gonfiore, arrossamento e aumento della temperatura. Ci sono forme di artriti che interessano anche altri tessuti e organi (cute, muscoli, legamenti e tendini). Ecco alcuni numeri che rendono l’idea sulla loro diffussione:
• in Italia colpiscono il 10% della popolazione (circa 5 milioni di persone)
• Negli Stati Uniti interessano invece più di 40 milioni di persone (quasi un adulto su tre). Il costo sociale ed economico totale è stato quantificato in 65 miliardi di dollari
• entro il 2020 colpiranno più di 60 milioni di malati (sia negli USA che in Europa)
• l’artrite reumatoide (una forma di artrite infiammatoria cronica autoimmune) ha una prevalenza nel mondo che oscilla tra lo 0,3 e l’1%. La presenza maggiore è riscontrata tra la donne dei Paesi ricchi







Siglato accordo ISS e OIE per la promozione di un approccio “One Health” alla ricerca

Siglato l’accordo tra l’OIE (World Organisation for Animal Health) e l’Istituto Superiore di Sanità per promuovere e condurre ricerche di alta qualità con un approccio One Health. Un approccio che allarga il concetto di salute a comprendere, oltre quella dell’uomo, anche la salute degli animali e dell’ambiente e che si propone come capace di cogliere e interpretare la complessità delle connessioni di salute esistenti tra questi tre “attori”.
L’accordo promuoverà la produzione, analisi e disseminazione di conoscenze, ad esempio, sulle complesse relazioni che governano l’emergere di nuove malattie infettive, sul ruolo dei fattori ambientali e dei cambiamenti climatici in termini di disponibilità e salubrità degli alimenti, sull’impatto della pressione antropica su biodiversità e salute degli ecosistemi, sulle ricadute dello sfruttamento delle risorse naturali sulla sostenibilità delle produzioni alimentari.

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Emergenza: inutile creare un’altra struttura. L’Ordine di Bari esprime solidarietà ai medici del 118


Bari, 27 giugno 2018. La creazione di un’agenzia regionale dedicata all’emergenza, con 4mila dipendenti e il relativo personale amministrativo, rischia di appesantire la Sanità pugliese, che invece ha bisogno di strutture snelle e flessibili. La nascita di pesanti strutture di staff potrebbero far crescere i costi proprio in un momento in cui la Sanità pugliese ha bisogno di risorse.

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Vitamina B12 e Folati
  

Il termine vitamina B12 (o Cobalamina), indica un gruppo di sostanze contenenti cobalto. L’acido folico e i folati sono, invece, anche noti con il nome di vitamina B9. Entrambe sono vitamine idrosolubili, vale a dire capaci di sciogliersi in acqua, e appartengono alle vitamine del gruppo B, importantissime per l’organismo per le loro molteplici funzioni.
In particolare, queste due sostanze sono coinvolte nel metabolismo degli acidi grassi, degli amminoacidi (i “mattoni” che compongono le proteine) e degli acidi nucleici (per esempio il DNA) e sono fondamentali per la funzionalità dei globuli rossi e il funzionamento del sistema nervoso.
Nonostante spesso folati e acido folico siano identificati con lo stesso nome, è importante fare una distinzione: i folati alimentari sono composti presenti negli alimenti, mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente negli integratori vitaminici.

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Uso di statine contro il rischio d'infezioni: dalla Toscana la conferma della riduzione di ospedalizzazioni per malattie infettive

Nel corso degli ultimi anni sono stati condotti moltissimi studi per determinare se la terapia con le statine abbia realmente un impatto sulle infezioni.

I risultati di una revisione sistematica e di una meta-analisi del 2009, pur in presenza di eterogeneità e bias negli studi pubblicati, già suggerivano che l'uso di statine potesse essere associato a un effetto benefico nel trattamento e nella prevenzione di diverse infezioni.

Una revisione e meta-analisi pubblicata nel 2018 ha mostrato come le statine possono avere un ruolo anche sul rischio di infezioni da Clostridium difficile.

E’ stato recentemente realizzato in Toscana uno studio per verificare se la terapia con l'uso di statine potesse avere influito sul tasso di ospedalizzazione per infezioni batteriche. Utilizzando database amministrativi, si è preso in considerazione il tasso di ospedalizzazione per infezioni batteriche (2011-2015) della popolazione residente in Toscana sottoposta a terapia con statine. Sono risultati 52.049 pazienti, che sono stati suddivisi in 5 classi a seconda delle dosi giornaliere prescritte. Il tasso di ospedalizzazione è stato poi confrontato con i dati relativi alla popolazione di individui non trattati (3.300.675).
 
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I peli sono tipi tosti

Patti chiari e amicizia lunga: i peli sono tipi tosti e, soprattutto, sono molto convinti della propria posizione. Difficilmente gli farete cambiare idea, anche se iniziate fin dalla pubertà a farvi la ceretta nella speranza che “si abituino” ad essere scacciati. I peli stanno bene lì dove sono, crescono e ci fanno compagnia, che lo vogliate o no.
Non fidatevi dunque di quelli che dicono che iniziando a fare la ceretta da molto giovani, e proseguendo con costanza, si “convincono” i peli a smettere di crescere.
Smetteranno di crescere solo quando i bulbi piliferi saranno giunti al termine del proprio ciclo vitale, né prima, né dopo. 

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